Cooperative sociali / Cappadona, Agci: “Fenomeni migratori, devianza e disabilità, Regione intervenga su accoglienza e assistenza”

Una delegazione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI Sicilia – Confcooperative – Legacoop) è stata ricevuta presso la sede dell’assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali dal direttore generale, ing. Salvatore Giglione.
All’incontro richiesto dall’ACI sui temi della della cooperazione sociale hanno partecipato l’attuale presidente Gaetano Mancini, già presidente regionale di ConfcooperativeFranco Sprio, componente della presidenza regionale nonché responsabile della federazione provinciale palermitana AGCI Sicilia; e Giuseppe Fiolo, responsabile per il settore sociale di Legacoop.

Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia
Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia

Durante la riunione sono state affrontate diverse criticità del settore non ancora risolte, a partire da quella dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). I rappresentanti di settore hanno chiesto ed ottenuto una proroga rispetto a quanto previsto dal D.P. 513/2016, il decreto presidenziale con il quale l’uscente governatore Crocetta ha ridefinito gli standard per l’accoglienza dei minori stranieri attraverso la distinzione tra strutture di accoglienza per minori nativi e strutture cosiddette “di secondo livello” per l’accoglienza di quelli stranieri.
Si è discusso inoltre sulla questione delle rette per il mantenimento pro die pro capite di questi ultimi per i quali, a differenza dei minori nativi, alle somme stanziate dal Ministero dell’Interno non sono previste quote integrative da parte della Regione. Una differenza di costi che si attesta intorno al 40% che, a parità di standard organizzativi e strutturali, grava sulle spese sostenute dalle Cooperative.
Spazio anche ai servizi di assistenza sociale rivolti ai disabili, per i quali si sono affrontate le perplessità e le criticità riportate dai rappresentanti del mondo del sociale e del no-profit in merito agli standard definiti dal Piano Regionale dei Servizi Socio-Sanitari varato la scorsa estate, in tandem, dall’assessorato regionale della Salute e da quello della Famiglia e delle Politiche Sociali.

«I servizi di accoglienza e di assistenza sociale vanno necessariamente potenziati – ha commentato il presidente di AGCI Sicilia Michele Cappadona – dal momento che i fenomeni migratori, ma anche quelli di devianza e disabilità, non potranno che aumentare, secondo i trend registrati soprattutto negli ultimi cinque anni. Riguardo alla disabilità, è evidente che le risorse stanziate dalla Regione, già oggi, non sono sufficienti a coprire le necessità di oltre 2.200 disabili ospitati nelle comunità alloggio presenti nella nostra isola. Sarebbe opportuno che il governo regionale istituisse un apposito capitolo di bilancio per supportare i Comuni con un contributo, visto che molte amministrazioni locali sono a rischio di default e alimentano un circolo vizioso con ritardi dei pagamenti che mettono a rischio il futuro di numerose cooperative che operano nel settore e oltre duemila posti di lavoro. Nutriamo molta fiducia nei confronti delle istituzioni regionali – ha sottolineato Michele Cappadona – il nuovo governo Musumeci sembra essere partito con il piede giusto, dimostrando attenzione nei riguardi delle persone che hanno difficoltà. Basta guardare alla tempestività con la quale è intervenuto, a pochissimi mesi dal suo insediamento, a sostegno dell’Opera di Biagio Conte in favore dei senzatetto della città di Palermo. Se queste sono le premesse confidiamo che l’assessore Ippolito, ma anche il resto della giunta regionale guidata da Nello Musumeci, sapranno porre l’accento sulle questioni importanti».

Evidenziata anche la necessità che la Regione si confronti con il Governo Centrale, affinché venga affrontata la palese sperequazione tra la Sicilia, che accoglie quasi la metà dei minori stranieri non accompagnati ed il resto d’Italia, che determina un costo aggiuntivo insostenibile per le casse locali.
Rappresentata l’urgenza che, nell’annunciato processo di revisione della L.R. 22/86, si apra un confronto con le centrali che possa attualizzare la norma, adeguandola alle mutate condizioni di vita e di lavoro. In questo ambito sono state discusse anche le criticità mai risolte dei vari comparti come ad esempio quelle delle comunità alloggio per i disabili psichici o quella, anch’essa attuale, delle strutture di accoglienza per le madri in difficoltà.