Resto al Sud, ecco le banche aderenti

Con l'arrivo di Intesa SanPaolo ci sono tutti i big del credito italiano a finanziare il programma Resto al Sud. L'istituto di credito ha firmato l'8 marzo la convenzione con Invitalia e Abi per finanziare le idee imprenditoriali di giovani che vogliono rimanere a lavorare nella loro terra. Quel Sud dove l'emigrazione non è mai finita veramente, ma che oggi sta emergendo come fenomeno strutturale. Resto al Sud, sostiene infatti la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani tra i 18 ed i 35 anni residenti inBasilicata, Calabria, Campania, Molise, Abruzzo, Puglia, Sardegna o Sicilia o che vogliano tornare a vivere lì. La dotazione del è di un miliardo e 250 milioni. A metterli a disposizione è il governo attraverso Invitalia, l'agenzia per lo sviluppo. "Vogliamo essere al fianco dei giovani che desiderano inseguire i loro sogni nella propria terra d’origine – ha dichiarato Andrea Lecce, responsabile direzione marketing di Intesa Sanpaolo. Con l'adesione a questa iniziativa la banca vuole sostenere concretamente la nascita di nuove realtà produttive nelle regioni del Mezzogiorno, favorendo lo sviluppo sociale e la crescita economica del Sud."

Oltre a Intesa SanPaolo hanno aderito alla convenzione, Unicredit, la Banca del Mezzogiorno Mediocredito centrale, il Monte dei Paschi di Siena oltre a gran parte delle piccole banche del Sud. Ma come funziona l'accesso al credito? Non è facile, perché prima di ottenerlo, c'è una fase intermedia da compiere. Chi vuole costituire una impresa al Sud, anche una di piccole dimensioni, come un bar non lontando dalla spiaggia, deve presentare la domanda sul sito di Invitalia, che verifica i requisiti del richiedente e la validità e fattibilità del processo. Una volta avuto il via libera può richiedere il finanziamento a una delle banche che hanno firmato la convenzione con l'Abi (tutte indicate sul sito di Invitalia). E solo dopo l'approvazione del finanziamento bancario si può chiedere a Invitalia l'erogazione del contributo. A conti fatti il 50% del prestito per avviare l'iniziativa è concesso dal Fondo a titolo gratuito, l'altro 50% dalla banca. Ma attenzione perché non tutte le banche attuano gli stessi tassi di interesse (cui va aggiunto lo spread che non può superare l'Irs a 8 anni, un tasso che varia giornalmente) e non tutte le aziende di credito concedono fino al 50% del prestito. Dunque è sempre bene valutare bene tutte le possibilità perché oltre al tasso di interesse offerto va valutato lo spread applicato e perché no anche la percentuale di finanziamento concesso.

Potranno essere finanziate le iniziative imprenditoriali operanti in produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo. Ciascun soggetto può richiedere fino a 50.000 euro. Nel caso in cui il progetto sia proposto da 4 o più giovani sarà comunque possibile richiedere massimo 200mila euro. Le domande vanno presentate esclusivamente online sul sito www.invitalia.it.

È necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata, disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta certificata. Le filiali di di IntesaSanPaolo, come forse, anche quelle delle altre banche sono a disposizione per informazioni.