Imu agricola, esenti i coltivatori e gli imprenditori già in pensione

Il coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale anche se è pensionato è esente dal pagamento dell’Imu agricola, purché sia iscritto alla previdenza agricola. Questo indipendentemente dall’ubicazione dei terreni che devono però essere considerati non fabbricabili ma devono avere un utilizzo agro-silvo-pastorale con l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.
Lo chiarisce il Dipartimento delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Secondo il Dipartimento per godere del trattamento agevolato per l’Imu agricola riservato ai soggetti in pensione occorre verificare che esistano tutti i requisiti, in particolare:
1. il possesso del fondo;
2. la persistenza dell’utilizzazione agro-silvo-pastorale, mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo stesso;
3. la qualifica soggettiva di coltivatore diretto (CD) o di imprenditore agricolo professionale (IAP)
4. l’iscrizione nella previdenza agricola.

Nello specifico, secondo la legge per coltivatore diretto si intende quel soggetto che coltiva il fondo “col lavoro prevalentemente proprio o di persone della sua famiglia” e lo inquadra nella categoria dei piccoli imprenditori. Il soggetto deve dedicarsi direttamente e abitualmente alla coltivazione del fondo, con lavoro proprio o della sua famiglia, e la sua forza lavorativa non deve essere inferiore ad un terzo di quella complessiva richiesta dalla normale conduzione del fondo.

Clicca per legge la nota integrale del Dipartimento delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale del Ministero dell’Economia e delle Finanze