Migranti, Sbarchi a Pozzallo: "scheletrici e debilitati, oltre 100 i minori"

“Gracilissimi, alcuni direi proprio scheletrici - racconta a Redattore sociale Marco Rotunno, responsabile comunicazione di Unhcr(Alto commissariato Onu per i rifugiati) in Sicilia - dai primi racconti che abbiamo raccolto tutti hanno passato un lungo periodo, non meno di un anno, dentro un hangar, cioè dentro un centro di detenzione in Libia. Questo è evidente anche dalle loro condizioni fisiche: sono in uno stato evidente di denutrizione, perché la malnutrizione è stata prolungata”. Da un primo screening alcuni hanno anche segni sul corpo, cicatrici e bruciature. “Non è la prima volte che vediamo situazioni come queste - aggiunge Rotunno - da tempo chi arriva dalla Libia è in condizioni di salute molto critiche”. Dopo i due sbarchi: quello nel pomeriggio di ieri con donne e bambini, e quello di stanotte, durato fino alle 7 della mattina, gli operatori stanno continuando a dare assistenza. “Questa notte abbiamo visto scendere dalle navi anche ragazzi molto giovani, tra 16 e 14 anni. In tutto sono 113 quelli non accompagnati- spiega - stiamo proseguendo nelle interviste e nel nostro lavoro di supporto”.

Denutriti e debilitati, quasi tutti con almeno un anno alle spalle di permanenza nei centri di detenzione libici. Dietro l’ultimo caso politico consumatosi nel fine settimana e che ha coinvolto le navi della Guardia costiera e di Frontex (poi risolto tra ieri pomeriggio e stanotte, con l’evacuazione prima di donne e bambini e poi l’approdo di tutti gli altri) ci sono le storie di sofferenza raccolte dagli operatori delle organizzazioni internazionali, che nelle ultime 48 ore, hanno dato il benvenuto in Italia ai 450 migranti e richiedenti asilo provenienti dalla Libia. Tutti eritrei e somali, tra loro 43 donne, 14 bambini e 113 minori non accompagnati. 

Redazione