Cara di Mineo: pensare solo al futuro!

Al capezzale del CARA di Mineo troviamo spesso coloro che in questi anni lo hanno fortemente osteggiato. Ci può anche stare che le persone intelligenti cambino idea, ma almeno si abbia la decenza di non continuare a criticare il passato, per lo più in totale assenza di una visione di futuro! Purtroppo quelli che tengono ancora la testa rivolta al passato, sono per lo più gli stessi che non hanno mai offerto a questo territorio e alla sua economia produttiva una seria e concreta via di sviluppo. Si abbia l'umiltà di riconoscere che senza il CARA di Mineo e l'intero sistema di accoglienza le popolazioni locali sarebbero già state affamate e intere famiglie sarebbero state costrette a emigrare.
Oggi il tema, preso atto che il Governo giallo - verde ha di fatto decretato la chiusura della struttura, è quello del futuro di questo territorio e delle sue comunità locali. L'attuale classe dirigente, forse troppo impegnata a regolare i propri conti con il passato, sta risultando debole sul piano della difesa dei diritti dei lavoratori e totalmente inesistente sul versante della programmazione economica. L'iniziativa positiva intrapresa dai consigli comunali, impegnati a sostenere le istanze dei lavoratori in armonia con una complessiva visione di sviluppo locale, stenta a decollare e registra anche la nota stonata del comune di Mineo che ha chiesto benefici solo per il suo territorio.
Se oggi il Governo nazionale decide di togliere il lavoro a oltre 400 persone e danneggiare l'intero indotto, allora si deve pretendere dallo stesso Governo un'attenzione compensativa importante, a cominciare da una zona franca per tutte le aree artiginali e industriali dei 15 Comuni del Calatino Sud - Simeto. È tempo di responsabilità e di impegno, ma ancora una volta forse devono essere i cittadini a guidare i propri amministratori locali e non viceversa! 
 
Paolo Ragusa, Presidente Centro Studi C.E.S.T.A.