Agricoltura, pronta per la semina biennale

Gli agricoltori raddusani, produttori specializzati nella coltivazione del grano duro biondo siciliano col sistema biologico hanno accolto con entusiasmo la Deroga Ministeriale adottata dal Ministero delle Politiche Agricole, che permette di tornare alla semina biennale del grano duro biondo siciliano che vanta una secolare tradizione concretizzata nell’avvicendamento alternato della produzione di grano e di fava o di veccia. L’ultima versione del Decreto Ministeriale sull’agricoltura aveva messo in allarme i cerealicoltori raddusani produttori di grano duro biologico, poichè la norma, nella pratica, limitava loro la possibilità di effettuare la tradizionale semina biennale del grano duro nel rispetto delle ormai consolidate rotazioni colturali che in Sicilia risalgono alla notte dei tempi. Tale disposizione ministeriale, infatti, permette agli agricoltori cerealicoli di coltivare il grano duro biologico soltanto dopo un tipico avvicendamento che prevede non meno di due cicli di colture, ritenute principali, di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa. Tale disposizione, tradotta in parole semplici, toglierebbe agli agricoltori cerealicoli la possibilità di produrre grano duro sullo stesso appezzamento una sola volta in un triennio e comporterebbe, una grave penalizzazione economica per tutta la città di Raddusa la cui economia poggia interamente sulla coltivazione del grano duro biondo siciliano sia a coltivazione bio che a coltivazione tradizionale. Ora, grazie alla Deroga adottata dal Ministero delle Politiche Agricole, gli agricoltori raddusani potranno effettuare la normale rotazione quadriennale con due cicli colturali di grano duro. “Per la nostra agricoltura – hanno sostenuto in coro i cerealicoltori raddusani associati alla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) ed alla locale Associazione Agricoltori – si tratta di un provvedimento di vitale importanza, molto atteso da tutti noi, che ci ridà la serenità di lavorare e la certezza di produrre il grano duro biondo siciliano come vuole la nostra secolare tradizione”.


Francesco Grassia