Regione Siciliana. Dall'emergenza alla ricostruzione: lo stato degli interventi in Sicilia
- di Redazione Il Solidale
- 16 mar 2026
- CRONACA
(Salvo Cona) PALERMO. A circa un mese e mezzo dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, la Presidenza della Regione Siciliana fa il punto sugli interventi messi in campo per fronteggiare l'emergenza. Come noto, è stato immediatamente dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto e ottenuto quello di emergenza nazionale; sono stati creati un fondo per le emergenze pari a 699 milioni di euro, tra programmazione di risorse extraregionali Fesr e Fse 2021-2027 (588 milioni di euro), risorse regionali (93 milioni) e Fondo Sicilia (18 milioni), e una cabina di regia per il coordinamento di tutte le attività. La cabina di regia ha approvato anche la relazione sul piano degli interventi urgenti da inviare alla Protezione civile nazionale per il trasferimento della prima tranche di stanziamenti, pari a 32 milioni di euro.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha inviato una lettera a tutti i sindaci dei Comuni colpiti che hanno avviato lavori di somma urgenza per il ripristino dei danni subiti, affinché le imprese aggiudicatarie siano sottoposte a verifica dei requisiti previsti dal Codice degli appalti, anche se l'affidamento è già avvenuto. Inoltre, lo scorso 4 marzo il governo Schifani ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e approvato la richiesta di stato di emergenza nazionale per gli eventi meteo che hanno colpito la Sicilia nelle prime settimane di febbraio con i cicloni San Valentino, Ulrike e Oriana, che hanno procurato danni soprattutto nelle province di Palermo, Trapani, Messina e Catania, a partire dalle fasce costiere.
«Di fronte a eventi così gravi abbiamo scelto di intervenire subito – afferma il presidente della Regione, Schifani - mettendo a disposizione risorse ingenti e attivando procedure straordinarie per garantire rapidità negli interventi. L’obiettivo è sostenere concretamente cittadini e imprese colpiti e accelerare tutte le opere di ripristino, puntando su semplificazione amministrativa e massima celerità nell’utilizzo dei fondi, perché la Sicilia possa tornare al più presto alla normalità».
Questo l'aggiornamento al 9 marzo delle misure adottate:
NISCEMI, AIUTI AGLI SFOLLATI E MONITORAGGIO. Sono partiti i lavori di ripavimentazione stradale della Regia trazzera Niscemi - S. Michele di Ganzaria, appaltati in somma urgenza dal Genio civile di Caltanissetta per un totale di 890 mila euro, per rendere fruibile entro un paio di mesi un'arteria strategica per il centro abitato di Niscemi.
Consegnati dalla Regione al sindaco di Niscemi, che è soggetto attuatore di tutti gli interventi in favore dei residenti, i primi due alloggi dello Iacp di Caltanissetta dei 16 destinati alle famiglie sfollate.
Sono in corso di erogazione alle famiglie sfollate di Niscemi i contributi per l’autonoma sistemazione (Cas), tra i 400 e i 900 euro: ad oggi è stata pagata la prima mensilità a quasi tutti i 530 richiedenti (in media 700 euro). Il plafond stanziato ammonta a 2,5 milioni per la prima fase e altrettanti per una seconda.
La Protezione civile ha già accreditato al Comune la somma di un milione di euro per fare fronte alle spese emergenziali e nel palazzo municipale è stata attivata una sede distaccata dell'ufficio del commissario per l'emergenza, per fornire assistenza ai cittadini anche per la richiesta di contributi; 2 milioni sono stati destinati a una prima fase di indagine e monitoraggio della frana, altri 3,5 per quella successiva. La Protezione civile regionale ha creato e gestito all’interno della palestra comunale una struttura con decine di posti letto per le persone sfollate e una mensa da centinaia di pasti al giorno per le strutture operative. Con i volontari, inoltre, supporta la Questura nella gestione dei varchi di accesso alla zona rossa. L’assessorato alla Salute ha disposto l’esenzione totale dei ticket sanitari per un anno a favore di tutti i residenti nella zona rossa.
Il dipartimento regionale di Protezione civile, inoltre, ha redatto un primo programma di indagini geologiche e geotecniche per misurare in tempo reale gli spostamenti del suolo e le accelerazioni del movimento, coinvolgendo Ingv, Università di Catania ed Enna e Istituto nazionale di Oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste.
PRIMI AIUTI ALLE IMPRESE. Per sostenere le imprese danneggiate a causa del ciclone Harry o della frana di Niscemi e farne ripartire le attività, il governo Schifani ha già pubblicato due primi avvisi, con fondi di competenza dell’assessorato delle Attività produttive e risorse della Protezione civile e gestiti da Irfis. Prevista l’assegnazione di contributi a fondo perduto fino a 20 mila euro, cumulabili con altri aiuti o finanziamenti. Plafond iniziale di 23 milioni di euro provenienti da fondi regionali. La modulistica è già idonea anche alla richiesta dei sostegni nazionali. Sono arrivate complessivamente 1.135 richieste ritenute ammissibili (di cui 59 a Niscemi); già accreditati i bonifici dei primi circa 200 beneficiari.
Il governo Schifani ha poi stanziato altri 18 milioni del Fondo Sicilia, per un nuovo plafond destinato a finanziamenti a tasso agevolato, con il riconoscimento di un contributo a fondo perduto pari al 40 per cento dell'investimento ammissibile, per sostenere il riavvio delle attività delle imprese colpite dagli eventi estremi.
Inoltre, Irfis ha approvato una moratoria per i mutui dei clienti che hanno subito danni (domande entro il 10 marzo). Per facilitare la ripresa delle attività dei lidi balneari, l’assessorato del Territorio e dell’ambiente ha disposto la sospensione dei canoni delle concessioni demaniali marittime. Sono state introdotte procedure semplificate per la ricostruzione delle strutture balneari danneggiate ed è stata istituita una specifica sottocommissione della Cts per velocizzare le autorizzazioni. Per le imprese di pesca e di acquacoltura, l’assessorato dell’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea ha già stanziato 3 milioni per i ristori.
LAVORI URGENTI PER PORTI E VIABILITÀ. Gli uffici territoriali del Genio civile che fanno capo al dipartimento regionale Tecnico (il cui dirigente generale è stato nominato da Schifani coordinatore di tutti i soggetti attuatori e di tutte le strutture che stanno lavorando per affrontare l’emergenza) stanno gestendo la procedura in somma urgenza per il ripristino o la messa in sicurezza di scali portuali e viabilità. Si tratta di lavori non procrastinabili inseriti nel piano già trasmesso al presidente della Regione nella qualità di commissario delegato e ammontano complessivamente a 17,9 milioni di euro, finanziati con fondi regionali. Tra i porti, grandi e piccoli, danneggiati dalle mareggiate, questi gli interventi attualmente in campo, per una spesa complessiva di 10,9 milioni: già affidati, in esecuzione o in procinto di partire, gli interventi nei porti di Portopalo di Capo Passero (Sr), Lampedusa (Ag), Stazzo e Pozzillo (Acireale, Ct), Catania-Ognina, Riposto, porto Rossi (messa in sicurezza) (Ct) e Stromboli (Me); in corso di affidamento quelli agli scali di Ustica (Pa), Levanzo e Marsala (Tp), Santa Tecla, Santa Maria La Scala e Capo Mulini (Acireale, Ct), San Giovanni Li Cuti a Catania, Santa Marina di Salina (Me).
Questi invece gli interventi di ripristino della viabilità, dei sottoservizi e di messa in sicurezza nelle località danneggiate, per circa 7 milioni: sono stati affidati e sono in esecuzione lavori di somma urgenza a Linosa (Ag), sui lungomare di Furci, Letojanni, Nizza di Sicilia, Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva (Me), sulle strade di Alia e Atofonte (Pa) e Niscemi (Cl).
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