Raddusa, C’era una volta la “Bambinopoli”

  • di Redazione Il Solidale
  • 13 mag 2019
  • Cronaca

Raddusa, C’era una volta la “Bambinopoli”

C’era una volta la “Bambinopoli”, unico posto a Raddusa dove i genitori e i nonni portavano i bambini a giocare anche per eludere i pericoli della strada. Oggi, per la verità, la vecchia “Bambinopoli” è ancora al suo posto ma lo stato di assoluto abbandono in cui versa è davvero eclatante. I pochi giochi che ancora resistono agli assalti dei vandali costituiscono un serio pericolo per l’incolumità dei bambini che li usano lo stesso incuranti delle insidie che nascondono. Molti dei genitori e dei nonni che abitualmente vi accompagnano i bambini più piccoli a giocare non nascondono il loro malumore ed il proprio disappunto non soltanto per le potenziali trappole che si nascondono in molte delle attrezzature ancora esistenti ma anche, e soprattutto, per la mancanza di pulizia che regna all’interno dell’intero parco giochi.

Sono sotto accusa: l’assenza di un custode capace di vigilare affinchè tutto procede nella più assoluta normalità; la mancanza di pulizia generale; la chiusura dei servizi igienici; l’inesistenza totale del verde tranne che nella parte riservata al gestore del chiosco che, per quanto lo riguarda la cura con particolare interesse. E sotto accusa ci sono anche quelle poche attrezzature ancora esistenti: la giostra a ruota, dove i più piccoli si divertivano da matti, non esiste più ormai da diversi anni; le due altalene sono in allarmante disarmo e, per la loro precarietà, costituiscono un serio pericolo per tutti i bambini che vi si avvicinano poichè di esse esistono solamente le impalcature con le catene aggrovigliate; lo scivolo dei più piccoli è mancante delle due protezioni laterali ed esiste il reale pericolo che qualche bambino possa cadere e farsi male.

La vecchia fontana della piazzola centrale, un tempo trasformata in fiorera, è ridotta ad un grande vaso contenente soltanto arida sabbia e spazzatura di qualsiasi genere. Il cancello d’ingresso è stato divelto e, poiché è stato solamente appoggiati al muro adiacente, costituisce un grosso pericolo per chi vi si avvicina. Ma i problemi non si esauriscono qui, perché, a quelli già citati, se ne aggiungono altri che rendono il luogo praticamente invivibile. La domanda che si pongono i cittadini raddusani è questa: “cosa aspetta l’Amministrazione Comunale ad intervenire per rendere agibile l’unico posto dove possono giocare i bambini di Raddusa?” E’ chiaro che ai cittadini occorre rispondere subito e soltanto con i fatti e non con le solite parole.

Francesco Grassia