Reddito di Cittadinanza: tempi duri per chi si rifiuta di partecipare a Corsi o Tirocini

  • di Redazione Il Solidale
  • 8 nov 2019
  • LAVORO

Reddito di Cittadinanza: tempi duri per chi si rifiuta di partecipare a Corsi o Tirocini

PALERMO - Tempi duri per tutti coloro che, fruitori del Reddito di Cittadinanza, rinunciano e rifiutano di partecipare alle così dette “misure di politiche attive del lavoro(come Corsi di Formazione, Tirocini Formativi, ecc.) con la conseguente perdita e cessazione del beneficio economico. Lo si evince dalla nota del 07 novembre 2019, (prot. 59535) dell’’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro (Dipartimento regionale del Lavoro, dell’Impiego, dell’Orientamento, dei Servizi e delle Attività formative), a firma del dirigente generale Francesca Garoffolo, inviata a tutti i Comuni della Sicilia e agli Operatori “Privati” accreditati, nella quale si forniscono chiarimenti e precisazioni in merito all’Attuazione del Reddito di Cittadinanza e sulle Misure di Politica attiva regionale. Nella nota in questione si legge che “dalle numerose comunicazioni pervenute da Sindaci di molti Comuni, da molti Operatori privati accreditati all’erogazione di servizi per il Lavoro, nonché da quanto risulta agli atti di ufficio, emerge la reiterata Rinuncia a percorsi di Politica attiva, posti in essere dalla Regione Siciliana attraverso l’utilizzo di risorse nazionali, regionali e comunitarie, da parte di soggetti inseriti utilmente nelle graduatorie relative ai singoli Avvisi, in quanto beneficiari effettivi o potenziali del Reddito di Cittadinanza. Ciò nell’intendimento che la partecipazione a percorsi, specie se correlati alla erogazione di indennità di Tirocini o a Rimborsi di frequenza, possa inficiare la fruizione del beneficio del Reddito di Cittadinanza. In merito si chiarisce che essendo la fruizione del beneficio economico del Reddito di Cittadinanza strettamente connessa alla partecipazione a qualsiasi percorso di politica attiva venga messo a disposizione dell’amministrazione anche regionale, è indubbio che il Rifiuto opposto a quanto offerto non possa non incidere negativamente sulla conservazione del beneficio, risultando leso il principio della condizionalità. Per quanto precede, i Centri per l’Impiego, essi hanno già avuto ampie disposizioni circa l’annotazione del Rifiuto di una misura di Politica attiva da parte del fruitore del Reddito di Cittadinanza per le finalità dell’adozione dei conseguenti provvedimenti da parte degli Enti/Amministrazioni competenti. Si invitano pertanto i Sindaci che gli Operatori privati accreditati, a facilitare le attività dei Centri per l’impiego, fornendo con celerità ogni indicazione utile alla rilevazione del Rifiuto di qualsiasi percorso di Politica attiva a valere su risorse pubbliche”.