Asp di Catania. Sanità territoriale. Lunedì 9 marzo s'inaugurano le Case della Comunità di Mirabella Imbaccari e di Grammichele
- di Redazione Il Solidale
- 7 mar 2026
- CRONACA
(Salvo Cona) CALTAGIRONE. Lunedì 9 marzo saranno inaugurate le Case della Comunità di Mirabella Imbaccari e Grammichele. Gli interventi, per un valore complessivo superiore a 2,6 milioni di euro, sono stati realizzati con finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e si inseriscono nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale, puntando su un modello di assistenza primaria di prossimità e integrata, in linea con quanto previsto dal D.M. 77/2022.
A inaugurare le due strutture sarà l’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, alla presenza del direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, del management aziendale, dei sindaci dei due Comuni, Giovanni Ferro (Mirabella Imbaccari) e Giuseppe Greco (Grammichele), dei sindaci del Calatino, delle autorità politiche, civili, militari e religiose del territorio, insieme ai tecnici che hanno seguito la progettazione e l’esecuzione dei lavori.
Il programma della giornata prevede la prima inaugurazione alle ore 10.30 a Mirabella Imbaccari, nella sede di via Giuseppe Scollo 8, mentre alle ore 13.00 si svolgerà l’inaugurazione della struttura di Grammichele, ospitata nei locali dell’ex ospedale “Barbuzza”, in piazza Guglielmo Marconi 10.
Dopo la benedizione dei locali e il taglio del nastro, seguiranno la visita degli spazi e un momento di presentazione degli interventi realizzati e del ruolo delle Case della Comunità nel nuovo modello di assistenza territoriale.
Mirabella Imbaccari: una struttura rinnovata e accessibile (nella foto).
La Casa della Comunità (spoke) di Mirabella Imbaccari è ospitata nel Poliambulatorio di via Giuseppe Scollo ed è stata oggetto di un intervento integrale di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, del valore di 910.874 euro, interamente finanziato con fondi PNRR.
I lavori, avviati il 13 gennaio 2025, hanno interessato la revisione completa degli spazi interni su due livelli, con interventi su pavimenti, finiture, controsoffitti tecnici, tramezzature e impianti tecnologici.
È stato inoltre previsto il superamento delle barriere architettoniche e il rispetto degli standard di sicurezza, accessibilità e comfort previsti per le strutture territoriali.
Grammichele: l’ex Ospedale “Barbuzza” cambia volto.
La Casa della Comunità (spoke) di Grammichele trova sede nell’ex Ospedale “Barbuzza”, edificio di proprietà dell’Asp situato in prossimità del centro storico e sviluppato su due livelli per circa 820 metri quadrati.
L’intervento, avviato il 27 giugno 2024 e primo tra quelli previsti dal PNRR per l’Asp di Catania, ha un valore complessivo di oltre 1 milione e 700 mila euro, finanziati per 1 milione e 561 mila euro con fondi PNRR e per 177 mila euro con altre risorse.
I lavori hanno riguardato la rifunzionalizzazione completa della struttura, con riorganizzazione interna degli spazi, miglioramento dell’involucro edilizio, risanamento delle murature, riqualificazione delle facciate e degli spazi comuni, nonché l’installazione di nuovi impianti tecnologici ad alta efficienza (idrico-sanitari, elettrici, illuminazione, dati, fotovoltaico, climatizzazione e ventilazione meccanica, videosorveglianza).
L’edificio è stato adeguato agli standard di accessibilità, assicurando piena fruibilità degli ambienti per utenti e operatori.
Il ruolo delle Case della Comunità nella nuova rete territoriale.
In provincia di Catania sono previste 28 Case della Comunità.
Le strutture rappresentano il fulcro della riorganizzazione territoriale delineata dal D.M. 77 e si configurano come punto unico di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria, con l’obiettivo di ridurre l’accesso improprio agli ospedali e garantire una presa in carico più appropriata e continuativa.
La presenza integrata di medici, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e comunità e altri professionisti, con disponibilità di diagnostica di base, consente un’offerta assistenziale h24.
La rete è organizzata secondo il modello hub & spoke, con l’obiettivo di garantire capillarità e maggiore equità nell’accesso soprattutto nelle aree interne e rurali.
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