LA SCRITTURA E LA POESIA A VIZZINI PER CELEBRARE LA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

  • di Redazione Il Solidale
  • 25 giu 2019
  • Sociale

LA SCRITTURA E LA POESIA A VIZZINI PER CELEBRARE LA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

VIZZINI - Si è tenuta a Vizzini, lo scorso 21 giugno, la serata dedicata alla "Giornata Mondiale del Rifugiato" organizzata dalla Cooperativa "San Francesco". Era la terza tappa del calendario fitto e articolato di eventi e manifestazioni, anche contestuali, che sono stati organizzati nei diversi comuni afferenti alla rete Sprar-Siproimi di Vizzini e nei quali opera la cooperativa. Questa di Vizzini si è svolta all’insegna della cultura e dell’arte, concludendosi con un buffet di pietanze etniche preparate dagli ospiti dei diversi centri e con una sfilata di abiti etnici realizzati dalle giovani ospiti che si sono trasformate in modelle, riscuotendo i consensi e gli applausi dei presenti. I lavori sono stati aperti dal vice presidente della cooperativa Ulisse Privitelli, dopo il quale sono intervenuti Maria Rosa Biondo, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Vizzini, e Maria Rita Tirasoli, docente dell’Istitito “Bonaventura Secusio” di Vizzini. Il focus dell’evento è stato "La Scrittura come Rifugio", durante il quale sono intervenuti alcuni scrittori della provincia di Catania, portando la poesia come testimonianza di accoglienza, memoria e rifugio della verità e della libertà. In particolare, lo scrittore Filippo Bozzali di Licodia Eubea, partendo dall’ultima quartina della poesia San Martino, del poeta verista Josuè Carducci <tra le rossastre nubi...stormi d’uccelli neri,...com’esuli pensieri,...nel vespero migrar> ci parla della scrittura che dà asilo, che ripara e protegge, affermando che lo scrivere è la memoria della storia, della nostra storia, non quella scritta dai vincitori. E la scrittura, secondo Bozzali, è uno dei mezzi, se non l’unico, per "restare, anche dopo...". Lo scrittore Salvatore Solarino ha sottolineato invece che "quando la poesia non è puro esercizio formale o puro diletto, essa comporta delle vere responsabilità e dei veri rischi da parte di chi la scrivere per esprimere le proprie idee e il proprio dissenso denunciando particolari realtà sociali e politiche". E per citarne alcuni, Solarino si rifà a Ovidio, Dante Alighieri, HiKmet: "anche nei casi più estremi e dolorosi la poesia è sempre pronta ad accogliere lo sfogo del poeta, isolandosi dal caso, dalla violenza che opprime la società, trova in essa il rifugio ideale dello spirito…". Tra i vari testi recitati dal poeta si riporta qui un passaggio emblematico del suo sentire espresso nel testo "Ode alla Poesia" della sua raccolta, dal titolo "Il peso della Cenere" (Edizioni NOvecento -2011):
(…)
<a te mi abbandono
come il devoto al suo credo
e nelle tue mani
divengo strumento
che regola frasi
accorda assonanze
registra suoni,
modula ritmi
deliri di drammi, orchestra melodie,
che interpreta con parole
il linguaggio
indecifrabile delle cose
e fa vibrare la nuova armonia
e con la sua penna annota
abbozza, scava
per strappare al nulla
una forma eterna
che abbagli
simile a una scultura
un monito
che si erige contro la simulazione
il raggiro, l’ipocrisia
e che si chiama verità>
(…)

Anche io ho avuto il piacere di poter dare il mio contributo letterario, in veste di scrittrice e non da professionista, e di poter condividere all’interno di questa grande famiglia che è la nostra Cooperativa, una voce diversa ma altrettanto autentica e radicata nella realtà sociale in cui ogni giorno siamo chiamati ad operare, minuziosamente e con il solo obiettivo di tenere in piedi quel senso di umanesimo che i media vogliono farci credere sia andato perduto. Ecco i miei versi:

Luna comanda colore

Dormono i draghi
è ora di rimboccare le colline alla luna

Luna comanda colore
Colore
Colore
Argento vivo dove ti trovo?

In un cielo tagliato in due
o in un sole che non dura il tempo
di fronde offerte al passaggio
obbligato lento, alle more e al pane

mi benedico gli occhi sull’orizzonte di
questa conchiglia annegata
nell’ultima acqua raccolta d'inverno

appendo l’Africa a un filo, in fila
verso un pozzo di bugie, dai piedi,
a spalle curve, inginocchiate

russa, la roulette, russa
chiede pegno per quel poco da rubare
un'altra corsa? un altro giro?
arriva l'onda

-uno schiaffo-
respiro, un minuto

Resto

in quel sogno chiamato felicità
al di qua di un muro che si lascia volare
col sapore della rinuncia
sospesa alla prossima fermata

Ha concluso la rosa degli interventi l’ospite dello Sprar Nuclei Monoparentali di Mineo, Yuki, vincitrice meritata del Concorso nazionale "Lingua Madre" (2019), con il suo racconto-denuncia sulla condizione femminile in Nigeria, specie sui matrimoni forzati a cui sono obbligate molte giovani donne ed anche minorenni. Ringrazio e ringraziamo tutto lo staff organizzativo, in particolar modo Florinda Perrotta per aver concepito questo spazio poetico-letterario e rifacendomi all’intervento di Salvatore Solarino ripropongo Derek Walcott con la sua affermazione: “ La poesia è tradimento, perché è verità”.
                                                                                                             Santina Lazzara