FederAgri Sicilia – Segreteria Regionale: “45 miliardi per l’agricoltura italiana? Non sono fondi aggiuntivi, ma un semplice anticipo”
- di Redazione Il Solidale
- 10 gen 2026
- LAVORO
(Salvo Cona) PALERMO. Negli ultimi giorni molti agricoltori e associati di FederAgri Sicilia hanno chiesto chiarimenti in merito alla notizia dei presunti “45 miliardi in più per l’agricoltura italiana”.
Il Governo italiano ha presentato la misura come un grande successo, ma dai documenti europei emerge un dato chiaro: non si tratta di nuove risorse, bensì di una anticipazione finanziaria di fondi già previsti nei prossimi anni. Il totale delle risorse non aumenta: cambia soltanto il momento in cui una parte viene resa disponibile.
Un aspetto ancora più rilevante per le aziende agricole siciliane riguarda l’inflazione. Negli ultimi anni i costi di produzione – energia, carburanti, fertilizzanti, mangimi e manodopera – sono cresciuti in modo significativo. Di conseguenza, anche a parità di cifre nominali, il potere d’acquisto reale è diminuito e queste risorse non compensano nemmeno l’attuale programmazione.
Il Segretario Regionale di FederAgri Sicilia, Cipriano Sciacca (nella foto) dichiara:
“Non bastano annunci o spostamenti contabili. Servono tutele reali per chi produce, soprattutto in territori come la Sicilia, dove l’agricoltura rappresenta un presidio economico, sociale e ambientale fondamentale.”
Secondo FederAgri Sicilia, questa operazione si inserisce inoltre nel quadro dell’accordo UE–Mercosur. Il malcontento degli agricoltori è diffuso e comprensibile, e tali annunci rischiano di diventare una leva politica per rendere più accettabile un accordo che potrebbe aumentare la pressione competitiva su diversi comparti agricoli, con effetti particolarmente pesanti per il Mezzogiorno.
Se si procede con accordi commerciali di questa portata, è indispensabile garantire regole uguali per tutti, controlli efficaci e strumenti di salvaguardia rapidi, affinché non siano sempre gli agricoltori europei – e siciliani – a pagarne il prezzo.
Un esempio concreto è rappresentato dalla legge sulle pratiche sleali. Il Ministero potrebbe dare mandato all’ICQRF per verificare se il costo minimo ISMEA di 31,80 €/q.le per il grano duro venga realmente riconosciuto ai cerealicoltori. La difficoltà nel denunciare situazioni di abuso è nota, ma la pazienza del settore agricolo sta per esaurirsi.
CONCLUSIONI :
FederAgri Sicilia ribadisce che non si possono definire “fondi in più” quelli che sono soltanto anticipazioni finanziarie.
Occorrono condizioni di mercato eque, una vera tutela del reddito agricolo e una difesa concreta del Made in Italy e delle produzioni siciliane.
Se l’accordo Mercosur è ritenuto strategico, allora deve essere immediatamente collegato alla Politica Agricola Comune, con:
• aiuti diretti al reddito legati alle superfici coltivate
• rafforzamento del I° Pilastro della PAC
• strumenti di protezione per le filiere più esposte