MINEO, WORKSHOP “INNOVAZIONI DI WELFARE E PERCORSI DI COMUNITA’: PORTIERATO SOCIALE E ATTIVITA’ SPORTIVA”

Si è svolto ieri nella Sala “Don Rosario Pepe” di Mineo, il workshop dal titolo “INNOVAZIONI DI WELFARE E PERCORSI DI COMUNITA’: PORTIERATO SOCIALE E ATTIVITA’ SPORTIVA” nel corso del quale sono stati presentati i progetti attivati all’interno dello SPRAR Mineo minori afferente al Progetto SPRAR Vizzini minori 2017/2019.

Ad aprire i lavori Gaetano Galesi, Coordinatore dello SPRAR Mineo minori, che ha evidenziato «progetti come quelli attivati ci hanno permesso di mettere in relazione la comunità locale con i migranti minori ospiti della struttura di Mineo, creando dei veri e propri processi di accoglienza e integrazione, il tutto grazie anche all’equipe e ai volontari dell’Associazione La città felice».

Dopo la proiezione del video promozionale, realizzato in seno al progetto di portierato sociale, la testimonianza di Keyta Sulayman, ospite dello SPRAR Mineo minori, ha messo in rilievo la valenza dell’iniziativa, che si è dimostrata produttiva per gli ospiti della struttura, i quali si sono messi in gioco in questa attività  e hanno avuto modo di ringraziare il paese che li ospita.

Per ciò che concerne il progetto di attività sportiva Santo Barcellona, allenatore del progetto ha sottolineato come «lo sport da sempre unisce, ma la cosa che ho notato è che nel corso degli allenamenti i ragazzi erano spensierati, non pensavano al passato o al futuro, quando finivano gli allenamenti erano un poco tristi, quindi è importante avviare attività come queste che possano dare degli attimi di sollievo a questi ragazzi e soprattutto che possono creare delle reti amicali con i ragazzi del luogo, così come è successo».

Le conclusioni sono state affidate a Ulisse Privitelli, Responsabile area immigrazione per la Cooperativa San Francesco, che ha asserito «i due progetti sono entrambi dei ponti di socializzazione e integrazione; il servizio di portierato sociale da una idea chiara ed inequivocabile che i nostri ospiti vogliono rendersi utili, divenendo attori veri nel processo di aiuto alla terza età, con il conseguente ritorno di immagine positivo che ci auspicavamo.  Il progetto sportivo è stato altresì importante, così come nello storico spirito delle olimpiadi lo sport ha sempre unito i popoli aldilà delle divergenze etniche, politiche, ideologiche e religiose, esso è uno strumento di pace e di fratellanza dei popoli. Il nostro lavoro sarà sempre quello di avviare attività come queste affinché il processo di integrazione possa trovare sempre linfa vitale tra le popolazioni che ospitano i centri di seconda accoglienza».

Redazione