MONS. UMBERTO PEDI IN UN LIBRO SCRIVE DEI "PASTORI DELLA CHIESA CALATINA"

  • di Redazione Il Solidale
  • 8 lug 2019
  • Cultura

MONS. UMBERTO PEDI IN UN LIBRO SCRIVE DEI "PASTORI DELLA CHIESA CALATINA"

CALTAGIRONE – Con la cura meticolosa e l’amore grande che don Umberto Pedi nutre per la Chiesa calatina, è stato consegnato alla stampa un prezioso volume di 761 pagine (edizioni GrafiSer di Troina) in cui si narra di questa porzione di Chiesa che vive in Caltagirone: elevata a dignità di Diocesi nel 1816, essa comprende il territorio detto “Calatino” di 1.551 kmq della provincia metropolitana di Catania, con poco meno di 140mila abitanti, 15 comuni e 57 parrocchie. É stato distaccato interamente dall’Arcidiocesi di Siracusa, di cui era parte, che legittimamente vanta radici apostoliche in riferimento al passaggio dell’Apostolo Paolo, in viaggio verso Roma, divenendo ‘madre’ delle Chiese di Caltagirone, Piazza Armerina e più recentemente Ragusa. Il lavoro editoriale è frutto di una accurata e puntigliosa ricerca di non poche difficoltà per la fatica di consultare e verificare documenti e fonti originali di non sempre immediata leggibilità e interpretazione. Anche il richiamo a tradizioni di non scontata affidabilità e veridicità è fatto con sapiente prudenza. Un dono indubbiamente prezioso alla comunità diocesana, che si colloca come contributo importante accanto ad altri recenti prodotti editoriali celebrativi del Bicentenario ed altre precedenti analoghe pubblicazioni. Ma suona soprattutto stimolo per altre auspicate ricerche atte ad arricchire adeguatamente la bibliografia di riferimento. È quanto mai opportuno e doveroso mettere mano finalmente ad un progetto più organico di sistematica ricognizione documentale e ricostruzione storica complessiva delle vicende che hanno concorso a dare una identità a questa porzione di Chiesa. Dall’indice della materia e dalla organizzazione dei capitoli si evince che il criterio metodologico scelto dall’autore è opportunamente quello ‘territoriale’: la distribuzione dei contenuti definisce l’area nella quale trovano collocazione e giusto contesto, come in un gigantesco mosaico, luoghi e vicende storiche, accadimenti e personalità, percorsi istituzionali, umani e antropologici riconducibili a sostanziale ‘omogeneità’, seppur con alcuni aggiustamenti successivi. La storia della Chiesa, lo sappiamo bene, trascende la narrazione puramente cronologica, fatta di ricostruzioni e riconoscimento di luoghi geografici, di contesti e scenari culturali e vicende legate alla successione dei fatti con logica umana di storiografia descrittiva, in quanto lo scenario antropologico, culturale e sociale è scandito piuttosto dalla ‘plantatio Ecclesiae’, evento di Grazia che edifica la Chiesa per la forza della Parola, dei Sacramenti. L’impianto del volume valorizza questo orizzonte ‘teologico’, che sottolinea la prospettiva del Regno, che fa da file rouge al ‘racconto’ e al ricordo di coloro che nel tempo si sono fatti operai generosi di questa impresa di Dio, con lo zelo, la fatica del dono totale di sé, dando forma e memoria ad un ‘martirologio’ celebrativo della provvidenziale Grazia di Dio per questa terra. Al di là delle fatali ‘ambiguità’ e zone d’ombra che hanno potuto segnare alcuni passaggi storici, splende la santità della Chiesa di Cristo. Un magnifico dono, insomma, questo volume graficamente pregevole e di immediata leggibilità, generoso di notizie, di richiami a luoghi e persone, di cui si rischiava di perdere perfino ricordo e identità, e che hanno consegnato a noi, protagonisti sovente distratti e frettolosi del presente, il dovere della memoria e della trasmissione della Fede di generazione in generazione. Questo il meritato apprezzamento e la gratitudine sincera all’autore per questa sua fatica editoriale. “È stato per me –scrive nella sua presentazione l’autore, monsignor Umberto Pedi– come aprire lo scrigno dei tesori di famiglia, spesso gelosamente conservati, ma spesso anche sconosciuti e oscurati ai più col passare degli anni… prenderli in mano e ammirarli nella loro bellezza e preziosità di ingegno, di zelo pastorale, di dedizione generosa, di passione per la gloria di Dio e il bene delle anime è un’esperienza che vorrei diventasse patrimonio comune a tutti i membri della nostra Chiesa diocesana”.