Zes: fino al 9 settembre si chiede di attribuire aree residue e non assegnate

  • di Redazione Il Solidale
  • 8 set 2019
  • CRONACA

Zes: fino al 9 settembre si chiede di attribuire aree residue e non assegnate

CALTAGIRONE - Scade lunedì 9 settembre 2019 il termine di presentazione delle candidature per l'attribuzione delle aree residue e non, assegnate delle Zone Economiche Speciali (ZES Sicilia Orientale e ZES Sicilia Occidentale), giusto avviso prot.50969 del 03.09.2019. A darne notizie è il Dipartimento regionale delle Attività Produttive - Assessorato delle Attività Produttive della Regione Siciliana. In merito a questa proroga e all’opportunità ancora da poter cogliere, l’intraprendente vice presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori, Paolo Ragusa, che presiede anche il MCL calatino di Mineo “don Rosario Pepe”, confida “nella sensibilizzazione delle Amministrazioni locali dei 15 Comuni del vasto comprensorio del Calatino - Sud Simeto per la presentazione delle loro istanze e sul conseguente operato dell'Assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana a cui è delegato il compito di valutare le stesse e con la dovuta attenzione". Dunque, lunedì 9 settembre (n.d.r. e non l’8 settembre, come era stato originariamente stabilito), scade il termine di presentazione delle istanze per assegnare ulteriori 462 ettari di ZES e questa volta Caltagirone, Mineo e gli altri Comuni del comprensorio potrebbero essere recuperati! “Il Calatino Sud-Simeto –dichiara Paolo Ragusa- è stato messo in ginocchio da una gravissima crisi occupazionale nel sistema dell'accoglienza dei migranti e, ora, non può essere abbandonato al proprio destino. In occasione di un sit-in catanese svoltosi lo scorso venerdì 30 agosto, organizzato a Catania da MCL e Snalv - Confsal, abbiamo chiesto al Prefetto di Catania di farsi carico di sensibilizzare le Amministrazioni locali per la presentazione delle istanze. In questa stessa occasione, al rappresentante del Governo è stato chiesto inoltre di procedere quanto prima all’istituzione di una lista dei lavoratori disoccupati, allo scopo di offrire agli ex dipendenti del CARA di Mineo nuove opportunità di lavoro… Dopo la delusione per la prima esclusione dei Comuni del Calatino Sud-Simeto dalla Z.E.S. (Zona Economica Speciale) della Sicilia Orientale, -aggiunge il vice presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori etneo- ci siamo mobilitati per sensibilizzare Sindaci e Governo regionale affinché si ripari a questo grave torto al territorio e alla popolazione del comprensorio calatino.  Fra l'altro ci sembra del tutto insufficiente, se non addirittura sbagliata, l'idea di fronteggiare la crisi solo con l’istituzione di nuovi CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) che, al massimo, potrebbero garantire il riassorbimento di circa una trentina di lavoratori... Il Calatino-Sud Simeto non può ripartire sempre dall'immigrazione, ma deve trovare una prospettiva di futuro nei settori produttivi dell'economia! E se, come chiediamo da mesi, si andrà a istituire un bacino occupazionale riservato agli ex dipendenti del CARA di Mineo, da esso si dovrà attingere, non solo per la gestione dei servizi di accoglienza dei migranti, ma anche per altre tipologie di servizi alla persona e per futuri lavori pubblici, dato che tra i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro tanti sono coloro che provenivano dal settore delle costruzioni… Dopo le chiacchiere, il troppo rumore, spesso più per i cani che per le persone,-conclude Paolo Ragusa- noi pretendiamo risposte concrete per il futuro delle nostre comunità”.                                                               Salvo Cona