Continua la protesta del Comitato per dire no al Muos di Niscemi che ha deciso altre iniziative

  • di Redazione Il Solidale
  • 26 feb 2020
  • CRONACA

Continua la protesta del Comitato per dire no al Muos di Niscemi che ha deciso altre iniziative

NISCEMI - Le antenne Muos realizzate e messe in funzione nella Base della Marina Militare americana di Ulmo, continuano a determinare un clima di forte preoccupazione per il temuto pericolo che le onde elettromagnetiche sviluppate dall’impianto e dalle antenne Rtf possano mettere in pericolo la salute umana e l’ambiente, ed anche il territorio come obiettivo sensibile per la presenza della Base militare Usa alla luce dei venti di guerra che spirano impetuosi in Medioriente. Recentemente infatti si sono riuniti in un’assemblea in città proposta dal Movimento No Muos associazioni e comitati di 7 province siciliane, nel corso della quale è stata indetta per sabato 11 aprile prossimo una manifestazione nazionale No Muos con un corteo verso la Base militare Usa di Ulmo. Durante l’assemblea ci sono stati svariati interventi relativi ai temi della tendenza alla guerra, della repressione contro i movimenti No Muos, della militarizzazione dell’istruzione scolastica, della guerra contro le donne, dell’opposizione alle spese militari, della solidarietà internazionale e della battaglia per la liberazione di Turi Vaccaro di altri attivisti che sono attualmente in carcere. Percorsi che sono stati considerati essenziali per rimettere in moto un forte movimento contro la guerra e capace di aggregare movimenti. L’assemblea indetta dal Movimento No Muos, ha deciso anche di attuare una manifestazione a Palermo il 14 marzo volta a chiedere la liberazione di Turi Vaccaro, di Nicoletta Dosio e di altri attivisti detenuti; l’organizzazione di un convegno a Ragusa per il 14 marzo sui temi della Militarizzazione dell’istruzione e delle leggi Salvini riguardanti la sicurezza ; l’organizzazione di un convegno regionale per il 27 marzo riservato a docenti e studenti su “La scuola va alla guerra”; l’adesione alla carovana Abrendo Fronteras in estate, con una “mini carovana” dalla Sicilia a Trieste.   Alberto Drago