Coronavirus: a Ragusa oggi si è riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza
- di Redazione Il Solidale
- 6 mar 2020
- CRONACA
RAGUSA - In relazione alle ulteriori misure atte a contrastare e contenere l’emergenza di rilevanza internazionale derivante dall’epidemia da COVID-19 (nuovo Coronavirus), presso il Palazzo del Governo di Ragusa si è riunito oggi il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza presieduta dal Prefetto Filippina Cocuzza, alla quale hanno preso parte i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, tutti i Sindaci dei Comuni della provincia iblea, il rappresentante del Libero Consorzio, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il presidente di Confcommercio, il direttore di Confesercenti e i delegati delle Diocesi di Ragusa e di Noto. Il Prefetto di Ragusa ha invitato gli amministratori locali a non adottare ordinanze in contrasto con le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, ma piuttosto ordinanze di carattere ricognitivo o integrativo ai fini della divulgazione e della specificazione delle diverse misure. È stata sottolineata l’esigenza di intraprendere tutte le iniziative volte al contenimento del virus, evitando situazioni che possano comportare assembramenti di persone e favorendo viceversa misure, quali il telelavoro, specie per i soggetti con particolari patologie; l’adeguata regolamentazione degli accessi negli URP -prevedendo lo scaglionamento degli ingressi, le distanze di sicurezza tra un utente e l’altro, come avviene spesso in altri uffici anche per esigenze di privacy- la sanificazione dei locali pubblici e privati, e soprattutto una corretta ed efficace comunicazione delle “buone prassi” da adottare per il bene di tutti i cittadini. Il Prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza, ha pure ribadito la necessità di una corretta e non allarmistica comunicazione ai cittadini, ai quali va spiegato che la temporanea modifica del proprio stile di vita corrisponde all’interesse pubblico generale e alla salvaguardia della salute pubblica cui tutti devono contribuire. Salvo Cona
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