La comunità di Raddusa e la Diocesi calatina piange la scomparsa di Mons. Antonio Fallico

  • di Redazione Il Solidale
  • 5 gen 2023
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La comunità di Raddusa e la Diocesi calatina piange la scomparsa di Mons. Antonio Fallico

(Francesco Grassia) RADDUSA. Commozione e dolore, questi i sentimenti che hanno sconvolto l’intera comunità raddusana nell’apprendere la notizia della scomparsa del proprio figlio prediletto Mons. Antonio Fallico  tornato alla Casa del Padre nella prima mattinata del 2 gennaio scorso. A piangere la sua scomparsa non è soltanto la città di Raddusa, che nel 1938 gli aveva dato i natali, ma l’intera diocesi di Caltagirone, dove si era formato, e quella di Catania dove ha vissuto la sua vita spirituale per la gran parte nella sua qualità di Parroco della Parrocchia Santa Maria di Ognina. Uomo di fede e profonda cultura che, con le sue appassionate omelie, riusciva a infondere fiducia e speranza atte a rimarginare le ferite più dolorose del nostro tempo. Sono stati molti i fedeli che hanno avuto la fortuna di ascoltare le sue omelie. Omelie fatte di parole e pause, con i quali Mons. Antonio Fallico accendeva una luce sulle crepe della società moderna. Omelie che molte persone oggi rimpiangono. Parole dure e lunghe pause che quasi sempre riuscivano a stimolare in coloro che lo ascoltavano momenti di vera riflessione. Spesso, citando il grande scrittore francese Roger Garodì, diceva a tutti “Non usate la cenere per sotterrare la fede ma usatela per rinverdirne la fiamma”. Mons. Antonio Fallico, era nato a Raddusa (CT) il 5 luglio 1938 e si era formato presso il Seminario Vescovile di Caltagirone dov’era entrato il 1° Settembre del 1949. Era stato ordinato sacerdote, l’8 agosto del 1962, da Mons. Francesco Fasola, al tempo Vescovo della diocesi calatina, nella cattedrale di Caltagirone. Dopo il suo trasferimento a Catania fu incardinato nell’Arcidiocesi dove svolse diversi ministeri: fu vicario parrocchiale presso la parrocchia Santa Maria della Mercede, parroco della parrocchia Santa Maria in Ognina, dove fu un pastore attento e instancabile. Fu anche il direttore del Centro diocesano vocazioni e, più volte, fu membro del Consiglio Presbiterale diocesano. L’Arcivescovo Mons. Luigi Bommarito lo nominò Canonico onorario della Basilica Cattedrale di Catania, mentre Mons. Salvatore Gristina lo volle suo Vicario Episcopale per la pastorale. Fù anche docente di Pedagogia pastorale presso lo Studio Teologico “San Paolo” di Catania. Nel 1970, insieme ad un gruppo di fedeli laici, con la benedizione dell’Arcivescovo Mons. Domenico Picchinenna, fondò la “Missione Chiesa-Mondo” che, nel 2001, è stata riconosciuta come Famiglia Ecclesiale di vita consacrata di diritto diocesano. Il 16 luglio del 1999, all’interno della parrocchia Santa Maria di Ognina, fondò il Club dei  “Raddusani di Catania” e, oltre ad esserne stato il fondatore, è stato il coordinatore ed il direttore spirituale di tutti i componenti del gruppo con i quali ha condiviso tanti momenti di intrattenimento religioso, culturale e ricreativo. Si è sempre contraddistinto in tutta l’Italia per il suo impegno a favore del rinnovamento della pastorale, sulla scia dell’ecclesiologia del Concilio Vaticano II. Insieme alla Missione Chiesa-Mondo, ha promosso ed animato numerosi convegni, seminari di studio, corsi di formazione per laici e presbiteri a carattere pastorale, con un’attenzione particolare al rinnovamento missionario della parrocchia nel territorio, alla valorizzazione del ministero dei laici ed all’impegno socioculturale dei cristiani nel mondo. Numerose sono state le sue pubblicazioni e le sue conferenze di carattere spirituale e pastorale. Tra le principali pubblicazioni, in materia di spiritualità ecclesiale, di pedagogia pastorale e di psicologia spirituale, ricordiamo: “Quando un gruppo diventa Chiesa”, ed. La Roccia 1972; “Gruppi ecclesiali e impegno politico”, ed. Marietti 1976; “Le comunità ecclesiali di base”, ed. Paoline 1982: “Parrocchia missionaria nel quartiere”, ed. Chiesa Mondo 1987; “Le cinque piaghe della parrocchia italiana, tra diagnosi e terapia”, ed. Cittadella 2013; “Pedagogia Pastorale. Questa sconosciuta” ed. Chiesa Mondo 2000 e 2010; “Bambini, anziani e disabili in cattedra” ed. Klimax 2017. Inoltre, sempre sulla pastorale, ha scritto su varie riviste e su diversi giornali. Per il suo costante e assiduo impegno in campo sociale e culturale è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica. Tutti i raddusani ne piangono la scomparsa ma nella certezza che Lui, da lassù, continuerà a vigilare sulla loro quotidianità.
Nella fotografia Mons. Antonio Fallico (a destra), insieme all’altro sacerdote raddusano Don Filippo Vitanza, in uno dei suoi ultimi incontri conviviali con il gruppo del club dei “Raddusani di Catania”, da Lui fondato nel 1999.
                                                                                                         
(*Con Mons. Antonio Fallico lo scrivente ha vissuto gli anni dell’infanzia, della prima adolescenza e, dal 1°settembre del 1950 al 30 giugno del 1953 è stato suo compagno presso il Seminario Vescovile di Caltagirone. Per gli anni a seguire è stato legato a Lui da una sincera e affettuosa amicizia).