«Mozione di maggioranza è palliativo, serve contro-perizia». "Patto per Mineo" attacca amministrazione Mistretta: «Relazione Sparti lacunosa, ignora Riforma Agraria e diritto repubblicano. Così si bloccano rogiti e si tassano i cittadini»

  • di Redazione Il Solidale
  • 21 feb 2026
  • CRONACA

«Mozione di maggioranza è palliativo, serve contro-perizia». "Patto per Mineo" attacca amministrazione Mistretta: «Relazione Sparti lacunosa, ignora Riforma Agraria e diritto repubblicano. Così si bloccano rogiti e si tassano i cittadini»

MINEO. Non si placa la tempesta politica sul caso degli usi civici a Mineo. Dopo il deposito della mozione da parte del gruppo di maggioranza "Insieme per la Città", il gruppo consiliare "Patto per Mineo", composto dai consiglieri Paolo Ragusa, Ilenia Palermo e Massimo Pulici, esce allo scoperto con una dura relazione tecnica che smonta la strategia dell'amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Mistretta.
Al centro della contesa c’è la Relazione Peritale Sparti (2023), che ha ridisegnato i confini del demanio civico nel territorio di Mineo, includendo vaste aree urbane e agricole. Secondo Ragusa, Palermo e Pulici, la mozione della maggioranza sarebbe un «atto di pura facciata», incapace di risolvere il problema reale: il blocco dei rogiti notarili e l’incertezza economica che grava su centinaia di famiglie.
«Parlare di "interlocuzioni leali" con la Regione, come fa la maggioranza, è un esercizio di stile che non aiuta i cittadini – spiegano i consiglieri di Patto per Mineo –. I notai non riprenderanno a stipulare atti sulla base di semplici rassicurazioni politiche. Serve una contestazione formale e tecnica di una perizia, quella del dr. Sparti, che appare anacronistica e parziale».
Secondo l’opposizione, la relazione peritale avrebbe il grave torto di ignorare l’evoluzione normativa post-1946. «Si vogliono imporre vincoli feudali su aree che la Riforma Agraria ha già trasformato e su cui i cittadini hanno pagato riscatti legittimi – sottolineano i tre consiglieri –. È paradossale che siano state incluse nel demanio civico persino zone strategiche come il Cimitero Comunale, la Diga Pietrarossa e la Zona Artigianale, nate con finanziamenti pubblici incompatibili con tali vincoli».
Il rischio denunciato da "Patto per Mineo" è quello di una «affrancazione coatta»: i cittadini, impossibilitati a vendere o a chiedere mutui, sarebbero costretti a pagare cifre ingenti per liberare terreni che, secondo il diritto repubblicano e la recente Legge 168/2017, dovrebbero già essere considerati liberi.
Per questo, il gruppo ha presentato una serie di emendamenti vincolanti. Le richieste sono chiare: il Comune deve affidare d’urgenza una contro-perizia a un tecnico di parte e a un legale esperto per impugnare la perimetrazione Sparti. «Se la maggioranza non accoglierà queste modifiche – concludono Ragusa, Palermo e Pulici – sarà chiaro che non c’è la volontà politica di liberare davvero il territorio, lasciando i mineoli soli a pagare il prezzo di una burocrazia cieca».
La parola passa adesso all’aula, dove si preannuncia un confronto acceso che segnerà il futuro urbanistico ed economico della città.