“Un viaggio di accoglienza e coraggio” il SAI di Sora nelle scuole medie per parlare di bullismo
- di Redazione Il Solidale
- 13 mag 2026
- CRONACA
(Lavinia Conti) SORA. Si è svolta oggi, presso il plesso scolastico Schito Vicenne di Sora, un’importante lezione tenuta dai membri del Sai locale (la psicologa Alessia Catracchia, l’assistente sociale Francesca Canale Parola e la Coordinatrice Lavinia Conti) dedicata alla sensibilizzazione contro il bullismo e la discriminazione nei confronti degli immigrati, rivolta agli alunni delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado. Presente all’incontro anche uno dei beneficiari del Sai, Iryna Pashevyna alla quale i ragazzi hanno potuto rivolgere domande e curiosità.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività educative dedicate all’inclusione e al rispetto reciproco, ha coinvolto studenti e docenti in un momento di confronto e riflessione sui temi dell’accoglienza, della solidarietà e della convivenza civile.
Durante l’incontro sono stati affrontati i fenomeni del bullismo, del razzismo e dell’emarginazione sociale, con particolare attenzione alle difficoltà vissute dai ragazzi stranieri nel percorso di integrazione scolastica e sociale. Attraverso testimonianze, dialoghi e attività partecipative, gli studenti hanno avuto modo di comprendere l’importanza del rispetto delle differenze culturali e del valore dell’amicizia come strumento per superare pregiudizi e discriminazioni.
Gli organizzatori hanno sottolineato come la scuola rappresenti un luogo fondamentale per educare le nuove generazioni ai principi della tolleranza, dell’inclusione e della cittadinanza attiva. Grande partecipazione da parte degli alunni, che hanno mostrato interesse e sensibilità verso un tema sempre più attuale.
L’incontro si inserisce in un più ampio percorso formativo volto a promuovere il benessere scolastico e a contrastare ogni forma di violenza o esclusione, favorendo la costruzione di una comunità scolastica aperta, solidale e rispettosa di ogni individuo.
Il messaggio che il team del Sai di Sora ha voluto trasmettere è che le differenze non sono una minaccia, ma una possibilità: ogni persona che arriva da un altro Paese porta con sé una storia, una lingua, tradizioni e idee che possono arricchire tutti noi. Conoscere nuove culture non ci divide, ci rende più aperti, più forti e più umani.