La Responsabile UIL FP di Palagonia, Marianna Fagone, interviene sulle "bollette" della SIE
- di Redazione Il Solidale
- 13 mag 2026
- OPINIONI
(Salvo Cona) PALAGONIA. Palagonia e il Calatino dicono basta e il caso delle "bollette" approda in Consiglio comunale, perché la gestione SIE finisce sotto accusa a Caltagirone e in tutto il comprensorio. Secondo i cittadini, amministratori e responsabili dei patronati, come Marianna Fagone (Responsabile della UIL FP funzione pubblica di Palagonia) ciò sarebbe da imputare a ""dati anagrafici errati ai quali si aggiunge anche una lettura reale che non c'è, perchè il conteggio utilizzato è forfettario.... Ed oggi è assurdo – afferma la dottoressa Fagone – non solo vivere da soli ma pagare per tre, ricevendo anche fatture per familiari emigrati o, peggio, per chi non c’è più. A Palagonia, dove l'assenza di contatori rende già il calcolo dell'acqua un'ipotesi fantasiosa – aggiunge la Fagone - il caos delle banche dati della SIE (Servizi Idrici Etnei) ha trasformato il servizio pubblico in un labirinto di errori. Sulla scorta di quanto detto è certamente una situazione insostenibile che ha ormai varcato i confini comunali, diventando un caso politico in tutto il Calatino. In particolare, il paradosso che riguarda il Comune di Palagonia si può evincere dal caso di un cittadino palagonese che è emblematico, perché ha ricevuto una bolletta palesemente calcolata su un nucleo di tre persone, nonostante l'utente risieda solo nell'abitazione. E ciò senza un contatore che certifichi il consumo reale, perché la SIE si affida a censimenti obsoleti. Ma la città di Palagonia non è sola in questa battaglia – sostiene Marianna Fagone -, perché in merito a questa questione la politica si muove. Infatti la protesta ha trovato eco ufficiale nel Consiglio Comunale di Caltagirone, dove esponenti di Fratelli d’Italia hanno sollevato con forza il problema dei disservizi e delle "bollette pazze". La denuncia politica mette in luce come il gestore unico non stia solo fallendo nella manutenzione della rete — spesso soggetta a guasti critici — ma anche nella trasparenza amministrativa. A Scordia, per esempio, si è proceduti a diffidare formalmente la società, contestando tariffe e discrepanze anagrafiche che penalizzano migliaia di famiglie. E dunque ci si chiede: cosa possono fare i cittadini per difendersi? Il mio suggerimento, sulla scorta della mia esperienza sindacale e di patronato è quella che davanti a un errore sul numero di componenti, l'utente non deve restare inerte e deve adoperarsi per redigere una dichiarazione sostitutiva, ovvero deve avere cura di presentare immediatamente un'autocertificazione del nucleo familiare reale tramite i moduli ufficiali SIE. Concludo con il sostenere che se l'acqua è un diritto, la correttezza in una qualsiasi bolletta è un dovere. Il Calatino reclama oggi una gestione che non si basi su stime arbitrarie o dati vecchi di decenni, ma sulla realtà di un territorio che non può più permettersi di pagare servizi che sembrano inesistenti. Nel frattempo – prosegue ancora la dottoressa Fagone – ho appreso che il Comune di Palagonia, dopo colloqui con la Sie senza alcuna risposta, ha inviato una diffida alla società; tale iniziativa è stata anche sollecitata e promossa dal consigliere comunale Luciano D’Angelo il quale ha sollecitato pure l'apertura di uno sportello Sie nel nostro comune. Invece io – sottolinea la Responsabile della UIL Funzione pubblica di Palagonia – ho proposto di istituire un comitato di cittadini a tutela per l'acqua. Infine rendo noto quanto segnalato ufficialmente con un "avviso" dalla Sie dalla quale si apprende che le prossime bollette saranno gravate da un deposito cauzionale da loro motivato"".
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