Cara Mineo, In c da Cucinella e' già Bronx?

  • di Redazione Il Solidale
  • 18 mag 2019
  • CRONACA

Cara Mineo, In c da Cucinella e' già Bronx?

Le associazioni umanitarie sono indignate per il disastro organizzativo che rimane sott'occhio ma che non riesce a trovare spazio sulle pagine dei giornali e figurarsi nel dibattito pubblico.

 


Un tempo, il Cara di Mineo era il centro di accoglienza più grande d'Europa e vi erano circa 1500 persone che, da qualche mese a questa parte, esattamente dal 7 febbraio 2019, sono state distribuite e trasferite nei "Cas" (centri accoglienza straordinaria) tra Palermo, Agrigento, Messina e Trapani. Questa gente, viene caricata sui pullman a cinquanta per volta, come merce da spargere in giro, cercando soluzioni per raggiungere altri Stati europei.

«La chiusura definitiva potrebbe arriva già non oltre il periodo estivo», è la voce che circola tra chi ancora frequenta la struttura in c.da Cuccinella.

A dover fare i conti sono da una parte i migranti e dall'altra i lavoratori che operano e hanno operato nel centro di accoglienza. I tagli hanno colpito e stanno colpendo tutte le categorie di lavoratori che orbitano attorno al Cara.


Rimane un’immagine, iconica e solitaria, del ministro che ripete in ogni intervista: «Sul Cara di Mineo stiamo mantenendo le promesse.»


IN CHE STATO SI TROVA IL CARA DI MINEO?

Nella totale indifferenza del Ministero dell'interno, in queste ore, si registrano fatti gravi ed inquietanti nella struttura in c.da Cuccinella. Infatti oggi, l'impresa che gestisce il "lotto 1", non ha garantito il servizio e gli ospiti si sono autogestiti, vale a dire che il personale in servizio era assente.

Purtroppo non rimane che accertare che lo stato della struttura è di totale degrado e di assoluto abbandono.In c/da Cuccinella, ormai, regna la sporcizia e a scorrazzare per le strade del villaggio sono solo i randagi.

DOVE SONO ATTUALMENTE GLI OSPITI?

Una sala con decine e decine di letti a castello, sistemati uno accanto all’altro. Uno spazio riempito fino all’ultimo centimetro, tanto da rendere difficile camminare o trovare un angolo per riporre le proprie cose. Sono le condizioni di vita all’interno della ex-caserma Gasparro nel rione Bisconte di Messina, oggi adibita a centro di accoglienza per stranieri e centro di primo soccorso. È qui che è stata sistemata una parte dei migranti sgomberati dal Cara di Mineo. Le immagini sono state girate dagli stessi richiedenti asilo, che vogliono così denunciare il sovraffollamento della struttura. Secondo Sant’Egidio, la caserma Gasparro oggi ospita circa 300 persone, con una capienza massima di circa 250 posti.

“I bagni sono esterni alla struttura e sono pochi per tutte quelle persone. Lì i migranti aspettano di avere il colloquio con la commissione per la richiesta d’asilo oppure aspettano la risposta alla loro domanda di protezione. Ma tanti di loro dopo qualche settimana vanno via, perché non riescono a vivere in quello stato”.

Redazione