"SEA WATCH 3". L'ONU ALL'ITALIA: «SBARCATE TUTTI I MIGRANTI»

  • di Redazione Il Solidale
  • 22 giu 2019
  • Cronaca

"SEA WATCH 3". L'ONU ALL'ITALIA: «SBARCATE TUTTI I MIGRANTI»

Sebbene con una motovedetta della Guardia costiera, siano già sbarcate a Lampedusa 81 persone partite dalla Libia, i 43 naufraghi a bordo della “Sea Watch 3” rimangono bloccati in mare. E ciò sebbene anche l’ONU abbia chiesto ancora al Governo italiano di rimuovere il divieto. Secondo il portavoce dell’Unhcr, Babar Baloch, “questi disperati devono essere sbarcati, è un obbligo sancito dalle norme internazionali. E l’Italia ha la responsabilità di farli sbarcare e nessuno dovrebbe tornare nella Libia scossa dalla guerra”. Anche il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha chiesto “un porto sicuro che possa essere raggiunto rapidamente» specificando che «i migranti non dovrebbero mai essere sbarcati in Libia, perché non è un paese sicuro”.  Per Vincent Cochetel, inviato speciale Unhcr per il Mediterraneo Centrale “è giunto il momento di invocare quella storia gloriosa di assistenza alle persone in fuga da guerre, violenza e persecuzione, e di permettere ai rifugiati soccorsi di scendere a terra in sicurezza... Il soccorso in mare è una tradizione secolare e un obbligo che non si esaurisce tirando le persone fuori dall'acqua. Un salvataggio può essere considerato completo una volta che i passeggeri hanno raggiunto la terraferma in un porto sicuro. Discussioni più ampie sugli Stati che dovranno accogliere il gruppo dovrebbero essere rimandate a dopo che sarà assicurata la sicurezza delle persone soccorse, anche perché nessun porto in Libia può essere considerato sicuro in questo momento, tanto che nessuna persona soccorsa nel Mar Mediterraneo dovrebbe essere riportata in quel Paese". Dalla Ong tedesca, bloccata a 16 miglia da Lampedusa, sembra che diventi sempre più difficile tenere la calma tra i naufraghi. Il medico di bordo, Verena, ha fatto sapere di avere “molti pazienti con dolori, qui non curabili, provocati dalle torture e non possiamo gestire la situazione ancora a lungo….Fa sempre più caldo, soprattutto nella zona in cui stanno le persone. Hanno problemi di disidratazione, cosa sulla quale non possiamo intervenire. In molti hanno vissuto traumi e torture, hanno bisogno di supporto psicologico. Invece si trovano in uno spazio molto ristretto e non possiamo prevedere come potranno reagire allo stress, che sta aumentando con il passare dei giorni». Anche Carola Rakete, il comandante della nave, la in un video-appello pubblicato su twitter, ha chiesto di "sbarcare queste persone in un porto sicuro, il prima possibile…Sono qui di fronte a Lampedusa da venerdì 14 giugno, attualmente con 43 persone salvate a bordo. Ne abbiamo salvate 53 il 12 giugno di cui 10 sono state fatte sbarcare dalle autorità italiane per motivi di salute… Ma a causa del nuovo decreto legge, emanato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ci impedisce di entrare nelle acque territoriali in contrasto con la Legge del mare, non abbiamo alcuna opzione di sbarco per le 43 persone che abbiamo ancora a bordo che sono sempre più preoccupate del loro futuro e della possibilità di sbarcare. Inoltre, il rollio della nave è costante e ogni giorno ci sono problemi di disidratazione e abbiamo necessità di sbarcare queste persone in sicurezza il prima possibile". Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, la soluzione è mandare la nave in Olanda, invitando il governo dei “Paesi Bassi a porre in essere ogni azione necessaria, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, affinché sia assicurato il rispetto integrale del complessivo quadro normativo”.

Salvo Cona