NELL'ANGELUS DI OGGI PAPA FRANCESCO HA LANCIATO UN MONITO, INDICANDO "UNA CHIESA NON CHIUSA IN RECINTO, MA APERTA A VASTI ORIZZONTI".

  • di Redazione Il Solidale
  • 30 giu 2019
  • Cultura

NELL'ANGELUS DI OGGI PAPA FRANCESCO HA LANCIATO UN MONITO, INDICANDO "UNA CHIESA NON CHIUSA IN RECINTO, MA APERTA A VASTI ORIZZONTI".

ROMA - Parole chiare, senza doppi sensi, che scandiscono la volontà e il desiderio di Papa Francesco che la Chiesa non sia circoscritta a pochi, ma sia invece aperta a tutti. E lo ha detto in un’occasione molto importante, quella dell'Angelus di oggi, in piazza San Pietro, come ogni domenica gremita di fedeli. Il Pontefice, parlando della Chiesa, ha detto: "La nostra missione nel mondo non può essere statica ma è itinerante… E per sua natura, la Chiesa è in movimento. Non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto, ma è invece aperta ai più vasti orizzonti, inviata a portare il Vangelo per le strade e raggiungere le periferie umane ed esistenziali". Sua Santità si è anche soffermato sulla "urgenza di comunicare il Vangelo… che non ammette ritardi, ma richiede prontezza e disponibilità piena, senza aspettare. La sequela di Gesù –ha detto Papa Francesco- esclude rimpianti e sguardi all'indietro, ma richiede la virtù della decisione di Gesù che è radicale e totale… E quanti lo seguono sono chiamati a misurarsi con essa, se si vuole seguire Cristo fino in fondo". Alla fine dell’Angelus, facendo riferimento alla temperatura rovente che imperversa in questi ultimi periodi estivi, il Pontefice ha ricordato a tutti che "in questi giorni malati, anziani e persone che devono lavorare all'aperto, nei cantieri, hanno patito maggiormente le conseguenze del caldo”. E poi ha esortato chi di dovere a “non abbandonarli e non sfruttarli”, augurando infine “a tutti i lavoratori di poter avere durante l'estate un periodo di riposo, che possa giovare a loro e alle loro famiglie".

Sempre Papa Francesco, durante la messa di domenica scorsa del Corpus Domini, celebrata sul sagrato della chiesa di Santa Maria Consolatrice di Roma, ha invitato ad essere generosi e altruisti, verso coloro di quali soffrono di degrado e di abbandono, come “tanti anziani soli, famiglie in difficoltà e giovani che stentano a guadagnarsi il pane e ad alimentare i sogni". E durante l'Angelus, il Pontefice aveva detto che "una vera conversione" è quella "dalla logica del ciascuno per sé a quella della condivisione, incominciando da quel poco che la provvidenza ci mette a disposizione… Nel mondo sempre si cerca di aumentare i guadagni, di far lievitare i fatturati... Sì, ma qual è il fine? È il dare o l'avere? Il condividere o l'accumulare? L'economia del Vangelo moltiplica condividendo, nutre distribuendo, non soddisfa la voracità di pochi, ma dà vita al mondo. Non avere ma dare, è il verbo di Gesù".

                                                                                                                        Salvo Cona