BRACCIANTI STRANIERI OCCUPANO A BARI LA BASILICA DI SAN NICOLA PER PROTESTARE CONTRO LO SFRUTTAMENTO E IL CAPORALATO

  • di Redazione Il Solidale
  • 17 lug 2019
  • CRONACA

BRACCIANTI STRANIERI OCCUPANO A BARI LA BASILICA DI SAN NICOLA PER PROTESTARE CONTRO LO SFRUTTAMENTO E IL CAPORALATO

Per protestare contro lo sfruttamento degli immigrati, un nutrito gruppo di braccianti stranieri, provenienti da Foggia e Borgo Mezzanone, martedì mattina hanno occupato a Bari la storica Basilica di san Nicola. Il sit-in del 16 luglio è stato guidato da Aboubakar Soumahoro, un 39enne italo-ivoriano, attuale dirigente delll'Unione sindacale di base. Quando sono arrivati gli agenti della polizia locale barese e hanno chiesto di chiudere le bandiere e abbassare i cartelloni, si sono registrati momenti di tensione che si sono placati anche grazie a Sabino De Razza, esponente del sindacato di base che è stato al fianco degli immigranti nella protesta. "In Italia ci sono ancora le leggi sul lavoro?" era uno degli slogan che si leggeva in uno dei cartelli esposti dai lavoratori stranieri accompagnati dai rappresentanti dell'Usb che hanno chiesto di incontrare l'arcivescovo Francesco Cacucci, per chiedere alla Chiesa di fare da tramite con le istituzioni, affinché la questione dei braccianti stranieri che lavorano nelle campagne pugliesi, sotto la piovra del caporalato, sia affrontata in maniera più determinata. Al suo arrivo in Basilica, monsignor Cacucci ha parlato con i braccianti stranieri e con Aboubakar Soumahoro il quale gli ha descritto la situazione. L’arcivescovo ha quindi assicurato che chiamerà il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e ha annunciato la sua intenzione di coinvolgere “gli altri vescovi pugliesi… E poi sentirò anche Papa Francesco... Perché volentieri mi faccio interprete di questi lavoratori che sono l'espressione del riconoscimento dei diritti della dignità umana… E da parte nostra c'è un atteggiamento di difesa, senza se e senza ma, della dignità umana… Quello che non riusciamo ancora a realizzare in Italia è la seconda accoglienza… Mi permetto di sottolineare questo e da parte vostra bisogna insistere su questo. E non basta accogliere ma fare in modo che poi questa accoglienza sia dignitosa… Questo è il vero problema! Fino a quando non riusciremo a realizzare questo, si alimenterà da una parte l'idea di invasione e dall'altra non si riconoscerà dignità umana... Mi permetterò di indicare concretamente le proposte da fare. Non basta la denuncia se non arriviamo a fare proposte concrete". Rassicurati dalle parole dell'arcivescovo Francesco Cacucci, dopo circa tre ore di occupazione pacifica, i braccianti stranieri sono andati via. "Siamo entrati nella basilica di San Nicola con un gruppo di braccianti sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane nelle campagne di Foggia e Borgo Mezzanone con paga da fame” - ha sottolineato Aboubakar Soumahoro, il 39enne italo-ivoriano dirigente dell'Usb-. Papa Francesco dice che il lavoro conferisce dignità all'uomo, però quello dei braccianti è un lavoro privo di dignità e diritti”. L’occupazione simbolica della storica basilica barese di san Nicola, per protestare contro il caporalato, segue di un giorno una deprecabile notizia: all'alba di lunedì 15 luglio, in via Manfredonia, alla periferia di Foggia, un senegalese di 33 anni ed un cittadino della Guinea Bissau di 26 anni, sono stati colpiti da alcuni sassi lanciati da un'auto in corsa, mentre si stavano recando al lavoro nei campi. I due braccianti agricoli non hanno riportato gravi ferite e guariranno in alcuni giorni. A raccontare l'accaduto è stato il segretario generale della Flai Cgil di Foggia, Daniele Iacovelli, il quale ha denunciato l'aggressione ai lavoratori stranieri che vivono nella fabbrica dismessa in via Manfredonia e che utilizzano lo stabile abbandonato per dormire, sostenendo che la propria terra "è terra di accoglienza, e di integrazione, di lavoro e di lavoratori e non può essere il colore della pelle la discriminante ".