SAI Mirabella Imbaccari "MSNA". Arriva dalla Guinea, ha 18 anni e si chiama Aminata: "racconta il suo paese e il percorso difficile che l'ha portata fin qui"
- di Redazione Il Solidale
- 13 apr 2026
- Migrantes 2.0
(Gabriella Itala Aloisi). MIRABELLA IMBACCARI. Aminata di diciotto anni, proveniente dalla Guinea è una ospite del centro di Mirabella Imbaccari (MSNA), coordianto dalla dottoressa Alessia Patti.
Mi chiamo Aminata, ho 18 anni e vengo dalla Guinea. prima di arrivare in Italia vivevo ad Asiguiri. Fin da piccola aiutavo la mia famiglia. Andavo nei campi a raccogliere il mai, cucinavo e mi prendevo cura dei mie fratelli piu piccoli. Vicino casa mia c' era una scuola. La guardavo tutte le mattine e avrei voluto imparare a leggere e scrivere e capire il mondo attraverso i libri. La scuola in Guinea è obbligatoria dai 6 anni fino ai 12, ma non sempre viene rispettata. La scuola molte famiglie soono costrette a pagarla. Pagano tanti soldi il materiale scolastico. e a volte anche gli insegnanti. La scuola secondaria è divisa in due cicli, all' Universita' possono accedere in pochi. Mancano gli insegnanti, le classi sono affollate e spesso abbandonano. Ho chiesto tante volte ai miei genitori di poter andare a scuola. Loro mi dicevano che non avevamo soldi. così ho dovuto rinunciare. Nonostante tutto non ho mai perso la speranza. Sono arrivata in Italia da quasi otto mesi. Ho conosciuto tanta gente e nel centro di accoglienza ho iniziato a studiare italiano, prima con la maestra Alessia e poi con la maestra Itala.
Durante la lezione di alfabetizzazione con la docente Aloisi Itala, con grande semplicita' e lucidita' Aminata racconta il suo paese e il percorso difficile che l'ha portata fin qui.
In Africa non ha avuto la possibilita' di frequentare la scuola come avrebbe voluto, ma in Italia ha finalmente potuto iniziare a studiare. Per lei la scuola rappresenta una nuova opportunita', un luogo di crescita e di speranza per costruire il proprio futuro con maggiore fiducia e serenita'.
Mi chiamo Aminata, ho 18 anni e vengo dalla Guinea. prima di arrivare in Italia vivevo ad Asiguiri. Fin da piccola aiutavo la mia famiglia. Andavo nei campi a raccogliere il mai, cucinavo e mi prendevo cura dei mie fratelli piu piccoli. Vicino casa mia c' era una scuola. La guardavo tutte le mattine e avrei voluto imparare a leggere e scrivere e capire il mondo attraverso i libri. La scuola in Guinea è obbligatoria dai 6 anni fino ai 12, ma non sempre viene rispettata. La scuola molte famiglie soono costrette a pagarla. Pagano tanti soldi il materiale scolastico. e a volte anche gli insegnanti. La scuola secondaria è divisa in due cicli, all' Universita' possono accedere in pochi. Mancano gli insegnanti, le classi sono affollate e spesso abbandonano. Ho chiesto tante volte ai miei genitori di poter andare a scuola. Loro mi dicevano che non avevamo soldi. così ho dovuto rinunciare. Nonostante tutto non ho mai perso la speranza. Sono arrivata in Italia da quasi otto mesi. Ho conosciuto tanta gente e nel centro di accoglienza ho iniziato a studiare italiano, prima con la maestra Alessia e poi con la maestra Itala.
Mi sono iscritta al cpia a Mirabella e quest'anno prendero il primo diploma di alfabetizzazione.
Mi sento felice e orgogliosa del percorso che ho intrapreso. Ho tanti sogni per il mio futuro.
Grazie Italia.
Je m'appelle Aminata, j'ai 18 ans et je viens de Guinée. Avant d'arriver en Italie, je vivais à Asiguiri. Depuis mon enfance, j'aidais ma famille. J'allais dans les champs pour récolter le maïs, je cuisinais et je m'occupais de mes plus petits frères. Près de chez moi, il y avait une école. Je la regardais tous les matins et j'aurais voulu apprendre à lire et à écrire et comprendre le monde à travers les livres. L'école en Guinée est obligatoire de 6 à 12 ans, mais elle n'est pas toujours respectée. Pour beaucoup de familles, il faut payer l'école. Elles payent beaucoup d'argent pour le matériel scolaire, et parfois aussi les enseignants. L'école secondaire est divisée en deux cycles, et peu de personnes peuvent accéder à l'université. Il manque des enseignants, les classes sont surchargées et souvent les élèves abandonnent. J'ai demandé à mes parents à de nombreuses reprises de pouvoir aller à l'école. Ils me disaient que nous n'avions pas d'argent. J'ai donc dû renoncer. Malgré tout, je n'ai jamais perdu espoir. Je suis arrivée en Italie il y a presque huit mois.
J'ai rencontré beaucoup de gens et dans le centre d'accueil j'ai commencé à étudier l'italien, d'abord avec la maîtresse Alessia puis avec la maîtresse Itala. Je me suis inscrite au CPIA à Mirabella et cette année je vais obtenir le premier diplôme d'alphabétisation. Je me sens heureuse et fière du parcours que j'ai entrepris. J'ai beaucoup de rêves pour mon avenir.
Merci Italie.