25 aprile 2020, Festa della Liberazione. Le riflessioni di Giusy Infantino

  • di Redazione Il Solidale
  • 25 apr 2020
  • OPINIONI

25 aprile 2020, Festa della Liberazione. Le riflessioni di Giusy Infantino

MINEO - Quest’anno il 25 aprile, a 75 anni dalla fine della Guerra, si inserisce in un contesto strano, quasi surreale. Il 25 aprile, la “Festa della Liberazione”, l’affermazione della Libertà, proprio nel momento in cui tutte le libertà ci sono state negate. Si provano sentimenti strani in questo momento. La paura di ammalarsi si affievolisce dinnanzi alla paura di non tornare ad essere Liberi. La mia generazione aveva perso questa paura. Il 25 aprile? Una data come un’altra per festeggiare. Mi vengono in mente le parole di Gramsci: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Vivere significa partecipare e non essere indifferenti a quello che succede”. Gramsci scriveva in un contesto storico differente, ma le sue parole vanno oltre. Le cose succedono nell’indifferenza generale, e solo a posteriori ci lamentiamo, quando ormai è troppo tardi. La nostra società vive nell’indifferenza di ciò che è stato e di quello che potrebbe accadere, non capendo che non sono le azioni dei pochi a determinare il male, ma l’indifferenza dei molti. “Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle Democrazie”, diceva Pertini. E noi ora ce ne stiamo rendendo conto. Tutto ciò che fino a qualche mese fa ci appariva sbagliato, imperfetto, lo scopriamo oggi una grande meraviglia, perché avevamo la Libertà. Lo sapevano bene quegli uomini e quelle donne che “Resistendo”, hanno dato la loro stessa vita per opporsi al nazifascismo. Nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana. Quel Giorno del 1945, Pertini proclamava lo sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle terre, delle case, delle officine. Questo è il messaggio che deve passare: non basta avere posizioni contrarie ai conflitti, ma è essenziale agire concretamente facendo opera di controllo su chi detiene il potere. Sono certa che il giorno in cui torneremo ad “essere liberi”, sarà un nuovo 25 aprile per tutti noi. Torneremo ad apprezzare ciò che ci hanno regalato tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la Libertà. Torneremo a comprendere la Storia!   Giusy Infantino (capogruppo consiliare di “CambiAmo Mineo”)