La psicologa Alessia Cappello sul fenomeno social del "Giornale di Bordo del Capitano"

  • di Redazione Il Solidale
  • 7 mag 2020
  • OPINIONI

La psicologa Alessia Cappello sul fenomeno social del "Giornale di Bordo del Capitano"

RADDUSA - Analizzando quello che può definirsi come il fenomeno social del “Giornale di Bordo del Capitano”, ho riscontrato delle motivazioni profonde nella sua realizzazione. A mio parere, la spinta motivazionale che ha mosso il SEO di Spedire.Adesso.com, Salvatore Cristian Parlacino, questo il nome reale del “Capitano”, nella creazione di questo giornale digitale, è da riscontrarsi nel profondo bisogno di socializzazione insito nell’uomo. L’uomo è stato definito un “Animale sociale” dal filosofo greco Aristotele nel IV secolo A.V., descrivendo egregiamente la sua naturale propensione all’aggregazione sociale. È proprio da ricercare in questo istinto primario alla socialità, l’esigenza di travalicare le barriere del reale, oggi circoscritto nello spazio unico della propria abitazione, per le attuali circostanze, passando letteralmente la parola al Virtuale. Il mondo virtuale diventa protagonista delle nostre vite, tanto da poter azzardare la trasformazione della massima aristotelica, definendo “il Capitano” come “Animale Social”. Oggi più che mai, il Capitano, incarna a pennello questa evoluzione digitale dell’essere umano. Le restrizioni legate alla pandemia che sta caratterizzando tutto il globo, hanno scosso molto le nostre coscienze, arrecato molto dolore, a causa delle conseguenze sulla salute, ma più di tutto hanno azzerato i nostri rapporti sociali. La soddisfazione del nostro bisogno di socializzazione è stata minacciata e messa a dura prova dalla quarantena forzata, che certamente ha fatto riscoprire e valorizzare i legami con i familiari confinati con noi in casa, ma allo stesso tempo ci ha rivelato che oltre a questi legami affettivi, ce ne sono altri per noi molto importanti. Ed ecco che per sopperire a questa mancanza è entrato in gioco l’unico mezzo a nostra disposizione che ci potesse permettere di comunicare con l’esterno, restituendoci una parvenza di normalità: il Social Network. Con l’avvenire delle nuove tecnologie iper-moderne, in particolare del mondo di internet, l’uomo oggi ha la possibilità di essere costantemente in contatto con altri individui anche a grandi distanze. La logica della connettività illimitata ci ha permesso e illuso di avere costantemente un controllo sulle relazioni umane ma a lungo andare ci sta privando del piacere e forse della responsabilità di curarci veramente dell’altro. Il rischio che la privazione dei rapporti sociali vada a ledere la nostra capacità di socializzare, trasformandola sempre più in virtuale, illusoria e forse superficiale, è in agguato. Dunque, un monito a mio parere va sempre tenuto a mente, ossia la consapevolezza che niente mai potrà sostituire i rapporti con le persone, anche per la concreta possibilità di conseguenze serie per la salute come, ad esempio, la dipendenza da internet. È bene ricordarsi di utilizzare i social con parsimonia, di modo che siano un valore aggiunto da cui trarre beneficio e non un surrogato virtuale del sociale. Per concludere, ripongo la mia speranza nella capacità di ognuno di noi di agire consapevolmente, sia nel mondo reale che in quello virtuale, e auguro al più presto ad ognuno un ritorno, seppur necessariamente differenziato, alla vita sociale che più ci contraddistingue e valorizza, ossia quella tangibile, fatta di strette di mano, abbracci e sorrisi, liberati finalmente da tutti i distanziamenti sociali che ci hanno accompagnato, segnato e magari anche cambiato. Alessia Cappello (Psicologa)