SAI di Tusa (ME): il beneficiario camerunense Marcelin scrive la sua riflessione "contro mafie"

  • di Redazione Il Solidale
  • 18 mag 2022
  • Migrantes 2.0

SAI di Tusa (ME): il beneficiario camerunense Marcelin scrive la sua riflessione "contro mafie"

Il beneficiario Marcelin, camerunese di 30 anni, ospite nel centro di accoglienza SAI di Tusa (ME), gestito dal “Consorzio Umana Solidarietà” e dalla cooperativa sociale “ Il Geranio”, nel corso delle attività di sensibilizzazione contro le mafie, scrive una riflessione sul tema.
Marcelin e gli altri beneficiari, ospitati nelle strutture di accoglienza coordinate dalla dottoressa Nadia Salvaggio, sono seguiti dall’insegnante di Alfabetizzazione di lingua italiana, Giuseppina Di Marco.

COMBATTERE LA MAFIA TENENDO VIVO IL RICORDO
Il 23 maggio 1992 io non ero ancora nato, sarei nato qualche mese dopo. Non ero neanche in Italia…
Avevo sentito parlare di mafia nei film visti in televisione ma pensavo che fosse finzione.
Il 23 maggio dell’anno scorso invece ero in Sicilia, ospite nel progetto SAI di Tusa ed ho imparato molto sulla storia di questi uomini uccisi dalla mafia.  Ho capito che è stato ed è un fenomeno reale e di grandi proporzioni, ma che grazie a uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino questa organizzazione è stata compresa e affrontata meglio. Ma specialmente ho capito che il loro sacrificio è servito a svegliare le coscienze di tutti i siciliani che hanno fatto sentire la loro voce che chiedeva giustizia e soprattutto più forza da parte dello Stato, per mettere fine a questa violenza.
Io ho un figlio di pochi mesi e non vorrei che lui si avvicinasse a certe realtà, o vivesse in una società così pericolosa.
Io credo che sia necessario tenere viva la memoria per non dimenticare, e far conoscere a chi come me non era ancora nato questo fenomeno per  educare le nuove generazioni alla legalità.

 

Le bénéficiaire Marcelin, Camerounais de 30 ans, hospitalier du centre d'accueil de Tusa SAI (ME), géré par le « Consorzio Umana Solidarietà » et la coopérative sociale « Il Geranio », au cours des activités de sensibilisation contre la mafia, écrit une réflexion sur le thème des massacres de la mafia.
Le bénéficiaire  Marcelin et d'autres  hébergées dans le  centre d'accueil, coordonné par le Dr Nadia Salvaggio, encadrés par les cours de langue italienne  Giuseppina Di Marco. 

LUTTER CONTRE LA MAFIA EN MAINTENANT LA MÉMOIRE VIVANTE
Le 23 mai 1992 je n'étais pas encore né, je suis né quelques mois plus tard.   Et je n'étais  pas en Italie ...
J'avais déjà entendu parler de la mafia dans les films, mais je pensais que c'était une fiction.
Le 23 Mai de l'an dernier par contre  j'étais dans le projet SAI Tusa et j'ai appris beaucoup de choses sur l'histoire de ces hommes tués par la mafia.  J'ai compris qu'il était et est encore un phénomène réel et de grandes proportions, mais grâce à des hommes comme Giovanni Falcone et Paolo Borsellino cette organisation est connue et traitée mieux.  Mais surtout, j'ai compris que leur sacrifice a servi à éveiller la conscience de tous les Siciliens qui ont fait entendre leur voix en appelant à la justice et surtout plus de force par l'Etat de mettre un terme à cette violence.
Aujourd'hui j'ai un fils de quelques mois et je ne voudrais pas qu'il  vive ce type d'expérience, ou qu'il vive dans une société dangereuse.
Je pense que nous devons garder en vie la mémoire pour ne pas oublier, et de faire connaître à des gens comme moi qui n'était même pas encore né ce phénomène et éduquer les nouvelles générations à la légalité.